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Style & Craft

Walthamstow: il laboratorio artigianale dunhill

Stephen Doig visita il laboratorio dunhill di Walthamstow per scoprire come sono realizzati alcuni dei capi più acclamati.

April 14 / 2016
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Nella capitale, il raffinato mondo dei prodotti di pelletteria di lusso tende a stabilire a Mayfair o nei paraggi il suo centro gravitazionale, a Bourdon House per esempio, e la splendida sede di dunhill, subito a nord di Berkeley Square, ne è la conferma. Eppure, il laboratorio artigianale di pelletteria che dunhill chiama 'casa' non è circondato da ringhiere in stile georgiano né ricorda lo splendore del palladianesimo, ma si trova in un area alquanto dimessa a nord di Londra. Un quartiere dallo stile indefinito si apre a un edificio altrettanto modesto in netto contrasto con l’abbondanza dei prodotti lussuosi e del grande savoir-faire artigianale che si cela oltre le sue mura. Benvenuti al centro nevralgico della produzione di accessori di pelletteria dunhill, un vero a proprio inno all’arte di questo tanto stimato artigianato. È in questo luogo che la maestria degli artigiani ha creato le borse weekender, le ventiquattrore, i portafogli, i portadocumenti e tutto l’equipaggiamento utile al gentleman di cui è fornita l’eccezionale gamma di accessori dunhill.
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Non appena varcata la soglia dell’edificio, la prima esperienza sensoriale che si sperimenta è offerta dalla fragranza emanata dal laboratorio: un forte aroma che propaga dai grossi rotoli di pelle a briglia, di pelle d’agnello e di pelle conciata con corteccia di quercia, tutti sistemati morbidi sugli scaffali. La seconda è il formicolare imperterrito degli artigiani che maneggiano punteruoli, strumenti per bordature, aghi e coltelli con cui si affrettano a tagliare il pellame in tutte le direzioni, per foggiare le forme più diverse. Sul tavolo, una fila di valigie realizzate su misura in diverse varianti di fulvo chiaro e cacao aspettano ordinate in coda per essere ispezionate; su un altro tavolo, una serie di maestosi holdall tradizionali sono schierati come sentinelle dopo che sono state loro applicate le maniglie. Gli utensili in ottone luccicano e i barattoli di vernice nei toni cannella, verde acqua, Marsala e verde bosco aspettano il loro turno, quando verranno stesi a formare la patina di copertura di un portafogli o una borsa a tracolla. Pelli esotiche allo stato grezzo, dal coccodrillo verniciato nero (con la coda che sfiora il pavimento) e dall’alligatore alle scaglie di pastinaca e ostrica, per dei capi decisamente 'animalier'. Siamo agli antipodi della moda di massa, con un approccio che è, con gran perizia, affermato nel prodotto stesso.
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Tutto è interamente prodotto a mano nella sede della manifattura del Regno Unito; persino per la creazione della borsa più 'semplice' (anche se il concetto di semplicità è decisamente relativo in un ambiente di questo livello) possono essere impiegate oltre 16 ore, con una media per creazione che arriva a 30 ore. Un artigiano lavora con la stessa delicatezza di un chirurgo per intrecciare un filo extra-resistente rivestito di cera attraverso la maniglia di una borsa per fissare i punti e assicurarsi che siano globalmente uniformi e che riescano a mantenere la pelle al suo posto; un altro taglia e decora in rilievo il logo dunhill che si trova su alcune borse. Nessuna fretta e una grande ponderazione. È ancora qui che il braccio della Maison che si occupa di creazioni su misura realizza gli ordini e i desideri di clienti esigenti: una ventiquattrore lavorata esattamente nel modo indicato, una serie di valigie con specifiche ben dettagliate della dimensione del vano portaoggetti. A testimonianza della passione e dell’orgoglio degli artigiani dunhill, alcuni dei quali lavorano in questo luogo da 30 anni, la stessa cura impiegata per l’offerta su misura è presente per la creazione del più piccolo ninnolo di pelletteria destinato, invece, alla boutique. Questa enclave, forse lontana dai sentieri battuti del lusso, è il cuore pulsante della storia tanto encomiata di dunhill. Stephen Doig è redattore per lo stile maschile e assistente redattore per il lusso per The Telegraph
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